Videosorveglianza privata e normativa sulla privacy

La differenza tra una buona videocamera e una cattiva videocamere, non è tanto a livello di costo, ma di prestazione. Una visuale poco nitida, mancanza di utilizzo nelle ore notturne o impossibilità di visionare il tutto in tempo reale in qualsiasi luogo ci si trova, rendono un impianto di videosorveglianza praticamente inutile.

È per questo motivo che è meglio puntare su articoli professionali e ben progettati. Esistono anche dei kit autoinstallanti, facili da utilizzare e molto comodi, che permettono di agire in totale autonomia anche nella configurazione. Su  www.antifurtocasawireless.eu/videosorveglianza/ infatti, è possibile consultare tutte le informazioni per integrare la videosorveglianza al sistema d’allarme preferito.

Telecamere domestiche

Sugli impianti di videosorveglianza ci sono tanti dubbi, in particolare per quel che riguarda la normativa sulla privacy. Cerchiamo di chiarire definitivamente tutti i dubbi che possono colpire le persone che pensano di installare un sistema di videosorveglianza domestica.

Il Garante della Privacy ha stabilito che le telecamere per videosorveglianza domestica possono essere tranquillamente installate senza richiedere nessuna autorizzazione a patto che non sia posizionate in luoghi di passaggio pubblico. Per esempio, se la telecamera viene posta sul pianerottolo della propria abitazione, non si dovrà richiedere un permesso speciale ma, in questo caso, il dispositivo non dovrà riprendere gli spazi prospicienti al proprio uscio, insomma, non dovrà registrare le operazioni dei vicini che vanno e vengono da casa loro. Quindi telecamera puntata esclusivamente sulla propria porta.

Se il dispositivo, invece, viene posizionato all’esterno, ad esempio sul muro della villetta per monitorare chi si avvicina al cancello di casa, e riprende anche una parte di marciapiede, quindi di spazio pubblico, dovrà essere posta in modo da non riprendere i volti delle persone ma dovrà puntare alle scarpe, per impedirne il riconoscimento. Rispettando queste piccole condizioni, si potranno installare tutte le telecamere che si vuole. Se il sistema di videosorveglianza, invece, viene installato esclusivamente all’interno delle mura domestiche, non c’è nessun genere di restrizione, a patto che le riprese non vegano diffuse a terzi.

In caso abitiate in un condominio, oltre a non dover chiedere autorizzazioni a Forze dell’Ordine o Comune, non dovete chiedere il permesso neppure al condominio, anche se, per correttezza è bene avvisare i condomini della vostra iniziativa. L’amministratore non potrà neppure vietare il posizionamento delle telecamere nelle aree comuni, a meno che tale attività non limiti quella di altri condomini.

Telecamere per uso pubblico

Diverso è l’iter da seguire se le telecamere vengono installate da esercizi pubblici o attività. Se la videosorveglianza è impiegata in un ambiente aziendale, ad esempio, si deve richiedere l’autorizzazione all’Ente Nazionale per la Sicurezza degli ambienti di lavoro e bisogna consultarsi e accordarsi con i Rappresentanti Sindacali (le riprese di una persona durante l’attività lavorativa potrebbero essere considerate una violazione alla privacy, come sostiene l’art. 4 L. 300/70).

In caso l’accordo con le Rappresentanze Sindacali dei Lavoratori non sia possibile, il datore di lavoro si deve rivolgere alla Direzione Provinciale del Lavoro per ottenere il permesso. Se l’allarme viene attivato solo durante le fasi non lavorative dell’azienda e serve esclusivamente per contrastare violazioni o furti, ottenere le autorizzazioni sarà molto più facile perché utili al corretto funzionamento dell’attività. In questo caso, tecnici della Direzione Provinciale verranno inviati a fare un sopralluogo per controllare se l’angolo di azione delle telecamere è compatibile con il divieto dell’art. 4 e, in caso, fornirà tutte le regole da osservare. Ricordiamo che tra le norme che tutelano la privacy, in riferimento alla videosorveglianza, è obbligatorio:

  • Esporre una informativa minima;
  • Esporre avviso con termini dell’art. 13 del Codice sulla Privacy;
  • Incaricare addetti per la visione di immagini;
  • Se l’impianto è collegato con le Forze dell’Ordine bisogna esporre un cartello specifico informativo.

Come muoversi nel mondo della videosorveglianza

Per incominciare, viste le problematiche legate alla privacy, è meglio rivolgersi a rivenditori autorizzati che saranno in grado di fornire anche tutte le informazioni necessarie  alla gestione della parte burocratica dell’installazione. Inoltre, sapranno indicarvi come posizionare le telecamere per ottenere maggiori risultati per la vostra sicurezza e tutela.

Se la vostra casa, ad esempio, è situata al 5° piano di un palazzo, non vi interessa certo controllare chi arriva in giardino, ma avere una videocamera che riprende eventuali movimenti sul vostro terrazzo può essere molto utile, visto che i malviventi sembra che abbiamo le qualità delle scimmie arrampicatrici. Se, invece, abitate in una villetta singola, attorniata da giardino, sarà utile monitorare gli angoli bui del giardino e i vari accessi alla casa, compreso il portone del garage che spesso nessuno prende in considerazione anche se è uno degli infissi più facili da manomettere.

Per quel che riguarda le videocamere è bene tenere presente alcune cose:

  • Serve per esterno o interno? In caso serva per esterno dovrà fornire determinate caratteristiche che permettano il funzionamento anche a temperature estreme e condizioni meteo avverse;
  • Scegliere un sistema di videosorveglianza compatibile con sistema di allarme preesistente;
  • Puntare sulla tecnologia più recente che permette anche, tramite connessione WiFi, di inviare le immagini direttamente la proprio device mobile, in modo da poter monitorare in tempo reale la situazione;
  • Optare per sistemi dotati di funzione audio bidirezionale (permette di inviare, da smartphone, la propria voce alla telecamera;
  • Scegliere modelli che siano muniti di led infrarossi per la visione notturna;
  • Acquistare videocamere HD ad alta risoluzione.